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LEZIONE APERTA DI SARA MAMPRIN

Ciò che resta è l’Occidente

11 Marzo ore 17.00
Trieste - Facoltà di Lettere e Filosofia,
AULA ATTI Androna Campo Marzio 10
Prof.ssa Sara Mamprin
Introduzione: Prof.ssa Maria Carolina Foi
Eurocentrismo ed euro-eccentricità nelle riflessioni di Hans Magnus Enzensberger
Eurocentrismo: sembra un’imprecazione. Tale termine sta a indicare notoriamente un modo di pensare del tutto riprovevole. La correttezza politica, dal canto suo, forse non proprio più nel suo massimo splendore, non ha lesinato rimproveri nei nostri riguardi. Le persone che tuttora ritengono l’Europa l’ombelico del mondo sono nel frattempo diventate talmente rare da non doverle nemmeno più combattere, anzi si dovrebbe seriamente pensare se considerarle una specie in estinzione. (H. M. Enzensberger)

Nelle sue prime riflessioni sul ruolo della cultura europea nel mondo Enzensberger era piuttosto vicino alle posizioni dell’intellighenzia tedesca della Nuova Sinistra, che vedeva nella cultura europea occidentale un’entità compatta e totalizzante in grado di soggiogare le culture diverse da sé.
Una forma di colonialismo culturale di matrice economica che l’intellettuale avrebbe dovuto contrastare. Tuttavia Enzensberger si affranca velocemente da queste posizioni e avanza ipotesi eccentriche e provocatorie, per esempio che in fondo “ciò che resta è l’Occidente, che si estende in tutte le direzioni”, un “eurocentrismo controvoglia” non più percepito come tracotante e totalizzante, ma come l’unico strumento rimastoci per affrontare i problemi globali. La vecchia Europa è infatti confusa di fronte alla moltitudine di identità culturali intra-europee che emergono in seno alle istituzioni di Bruxelles e intimidita dai fenomeni migratori verificatisi in seguito alla caduta del Muro di Berlino.
All’inizio del nuovo millennio non resta che constatare che gli innegabili meriti della cultura occidentale sono tanto capillarmente diffusi e compenetrati nelle culture extra-europee da risultarne ormai inscindibili, tanto numerosi da non poter essere più ricondotti a un comune denominatore, ma solo giustapposti in un lungo, lungo elenco delle conquiste e delle vergogne del progresso occidentale.

In collaborazione con: Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Filosofia, Lingue e Letterature Straniere
Goethe-Institut Trieste

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