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Adotta uno spettacolo

VISIONI/INCONTRI/ESPERIENZE

Pordenone e provincia una nuova modalità
Per questo dunque il ciclo di incontri che dallo scorso anno accompagnano la visione degli spettacoli non sono “ritratti” degli artisti, ma spazi di discussione e riflessione, che prendono spunto dalla visione e dal vissuto dello spettacolo dal vivo.

Anche per la stagione 2009|2010 – confortati dal buon esito del progetto pilota che ha visto protagonisti degli incontri il filosofo Giulio Giorello, lo scrittore Vincenzo Latronico, il regista Saverio Marconi – sono stati individuati all’interno delle stagioni del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, dei teatri di San Vito al Tagliamento, di Maniago, di Casarsa della Delizia e da quest’anno anche di Sacile, degli ambiti tematici, delle proposte che autonomamente possano costituire per gli studenti funzioni di “attivatori”, punti di partenza e spunti per analisi sul mondo, per uno sguardo sul presente, per approfondire anche attraverso il linguaggio del teatro alcuni dei temi nei programmi scolastici.

Per questo dunque il ciclo di incontri che dallo scorso anno accompagnano la visione degli spettacoli non sono “ritratti” degli artisti, ma spazi di discussione e riflessione, che prendono spunto dalla visione e dal vissuto dello spettacolo dal vivo.
Adotta uno spettacolo “Visioni/incontri/esperienze” è dunque la cifra di un progetto culturale che, mantenendo una relazione privilegiata con il linguaggio del teatro, accoglie le suggestioni di altri campi facendone un momento di rilievo all’interno di un percorso conoscitivo.

I percorsi per la stagione 2009|2010

1 – SHAKESPEARE NOSTRO CONTEMPORANEO?

I testi di William Shakespeare – ancor più di quelli di Eschilo, Sofocle, Pirandello – continuano a offrire all’artista e al pubblico contemporaneo occasioni di lettura, di una riflessione che parte dalla scena per abbracciare la vita. Impossibile ricostruire la storia degli allestimenti shakesperiani al cinema o in teatro, ma si registra con puntualità la presenza continua sulle scene internazionali di testi shakespeariani, che di volta in volta vengono adattati, declinati secondo la sensibilità del regista. La stagione 2009|2010 presenta approcci molto differenti a sei diverse opere: il percorso intende offrire agli studenti strumenti per una possibile risposta. Ma Shakespeare è davvero contemporaneo?

Due incontri per approfondire il tema e due approcci diversi: uno con Serena Sinigaglia (17 novembre 2009), regista e fondatrice della compagnia Atir che ha firmato, tra gli altri, fortunati allestimenti shakespeariani come “Lear, tutto su mio padre”, “Romeo e Giulietta”, “Buonanotte Desdemona (buongiorno Giulietta)” - che, attraverso una conferenza-spettacolo dedicata a Shakespeare proposta dal Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone, racconta quanto possa essere toccante la parola del poeta, quanta concreta semplicità, quanta vita ci sia dentro le sue storie.
L’altro con Luca Scarlini (3 febbraio 2010), traduttore e studioso di letteratura contemporanea, insegnante di tecniche narrative alla scuola Holden di Torino, già autore di un volume monografico dedicato al patrimonio di rivisitazioni shakesperiane in diversi ambiti artistici (letteratura, teatro, danza e musica) dagli anni ’60 in poi.

2 - IL TEATRO DELLE IDEE

Temi differenti ma contigui attraversano gli spettacoli proposti nel percorso: vi è nella condizione umana unʼinnata aspirazione alla felicità, cui gli uomini nelle azioni quotidiane tendono spontaneamente. Ma sembra che il “mestiere di vivere” anche solo il quotidiano richieda fin da giovani – tra lavori precari e quindi la difficoltà di realizzazione personale - un surplus di energia che a volte rende impossibile “l’arte di godersi la vita”. Ad approfondire il tema Enrico Finzi, ricercatore sociale, sociologo e giornalista, autore di Come siamo felici – L’arte di godersi la vita che il mondo ci invidia. Scrive Finzi nel suo volume:

“Ci interroghiamo in modo pressante sulla felicità in quanto, lucidamente o oscuramente, sentiamo che essa sta diminuendo oppure è a rischio; e avvertiamo che la nostra organizzazione sociale e produttiva è divenuta più efficiente, ma anche più “infelicitante” nell’oggi e per il domani”

3 – IL TEATRO DELLE EMOZIONI

Gli spettacoli che vanno a formare IL TEATRO DELLE EMOZIONI hanno come tema conduttore la famiglia, secolare modello tradizionale, “perno della realtà sociale, della civiltà, dei rapporti affettivi, del modo di vivere, di concepire e narrare il mondo (…) luogo materiale e sentimentale in cui si scoprono il mondo, le sue certezze e le sue ambivalenze, il suo gioco e la sua guerra, in cui si incontrano la solidarietà e lo scontro, la tenerezza e il conflitto (…) luogo in cui si apprende per sempre quel fatale e contradditorio impulso a fuggire e ritornare” (Claudio Magris).
Sarà Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice, giornalista del “Corriere della Sera”, ad indagare il tema delle trasformazioni della famiglia negli ultimi decenni.

4 - LA SCENA DELLA PAROLA

Il percorso pone al centro l’opera e il pensiero dello scrittore protagonista del festival DEDICA. Per le scuole che aderiscono, il progetto prevede un incontro preliminare con uno studioso; successivamente vengono indicati strumenti critici (saggi, interviste, ecc) per un approccio guidato alla lettura. Durante il festival gli studenti hanno la possibilità di un incontro esclusivo con lo scrittore dedicatario.

Il progetto è fatto in collaborazione con
Comune di Pordenone
Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone
Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia

e con il sostegno di
Fondazione Crup
Provincia di Pordenone

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